
Il ruolo dell'HR negli ultimi 10-15 anni si è senza dubbio ampliato e modificato, aprendosi sempre più verso temi e responsabilità che un tempo erano marginali o addirittura trascurabili. Tra questi, menzionerei in primis tutta la sfera del welfare-wellbeing, la comunicazione esterna (includendo l'employer branding), l'ESG e così via. Sicuramente, a questa breve lista va aggiunto, non irrilevante ma anzi segnato da una crescente rilevanza, anche il tema della Diversity & Inclusion (D&I).
All'interno di questa sintesi troviamo argomenti molto importanti, che sebbene non siano una novità assoluta, non sono sempre facili da trattare, soprattutto all'interno delle imprese produttive private italiane, e tanto più quanto più piccole sono le loro dimensioni. I temi riguardano principalmente la gestione "paritaria" ed equa dei generi (uomini e donne), etnie, sesso, religione, ecc., così come delle disabilità, e la loro inclusione nei luoghi di lavoro.
Questi temi non sono certamente una scoperta recente. Basti pensare all'Art. 3 della Costituzione Italiana: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali." Così come per la differenza uomo-donna, ricordiamo l'Art. 37 della Costituzione Italiana: "La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore."
Nonostante ciò, e nonostante la recente necessità di una legge specifica (la Legge 68 del 1999) per regolamentare e tutelare l'inserimento nel mondo del lavoro delle categorie protette (cioè uomini e donne con disabilità fisiche e/o psichiche), per molti di questi cittadini italiani persistono ancora enormi difficoltà all'ingresso nel mondo del lavoro e alla legittima autonomia reddituale.
Eppure, senza voler semplificare eccessivamente un tema tanto importante e sensibile, che spesso causa conflitti interni nelle organizzazioni, basterebbe affrontare la questione delle disabilità nei luoghi di lavoro con lo stesso approccio che chiediamo ai nostri manager e responsabili nella quotidiana gestione dei team: per competenze. In tal senso, è utile ricordare le recenti Paralimpiadi di Parigi, dove abbiamo potuto apprezzare l'impressionante motivazione e l'elevatissimo livello delle competenze messe in campo dalle nostre e dai nostri favolosi atleti italiani, a prescindere dal tipo di disabilità e dalle loro origini.